Nova Lux
Etiam inferis lucet
de Emanuele Faccio Gofas
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À propos du livre
Ricerca fotografica personale sul tema della morte e sul tentativo umano di rappresentare fisicamente e materialmente un mondo “sotterraneo” che, pur vivendo all'ombra degli spazi che la società gli dedica, gode di una luce propria.
Un mondo distaccato, progettato per esistere parallelamente al nostro, dapprima come simulacro del dolore travolgente, straziante e drammatico, creato a rappresentazione materica di sentimenti tanto estremi e vigorosi da prendere consistenza e forma ma che poi, con gli anni, riesce autonomamente a trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso.
Come la polvere che qui ricopre ogni cosa stratificando sotto di essa ricordi, storie e vite, così l'inesorabile fluire del tempo avvolge questo mondo dimenticato trasfigurandone la sua natura di semplice necropoli ed eleggendolo a capoluogo di anime capaci di assumere nuovi ed autonomi significati.
Sospesi in questo spazio senza tempo, centinaia di corpi marmorei costruiti ad arte a rappresentare vite spezzate, abitano questi spazi bui e deserti evolvendosi e trasformandosi da oggetto in soggetto.
Cosa resta di un sepolcro quando in vita non rimane più nessuno a piangere quella perdita, mancando così la ragione capace di significarne la stessa presenza?
Rispondere a questa domanda è il ruolo di questa ricerca con la quale ho voluto testimoniare l'inusuale viaggio che un visitatore di Staglieno compie camminando per quegli infiniti corridoi tappezzati di lapidi e di opere d'arte eccezionali, tanto “umane” per fattezze e posa da prendere vita ed impadronirsi, esse stesse, delle identità impresse sulla pietra per mezzo di quelle scritte ormai consunte.
Mancando la fotografia del defunto, infatti, la sua stessa rappresentazione tridimensionale si sostituisce inconsapevolmente e definitivamente ad esso nella mente del visitatore. Essa stessa prende a vivere in mezzo a quella miriade di corpi simili e dotati, ora, della sua medesima vita.
Un mondo distaccato, progettato per esistere parallelamente al nostro, dapprima come simulacro del dolore travolgente, straziante e drammatico, creato a rappresentazione materica di sentimenti tanto estremi e vigorosi da prendere consistenza e forma ma che poi, con gli anni, riesce autonomamente a trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso.
Come la polvere che qui ricopre ogni cosa stratificando sotto di essa ricordi, storie e vite, così l'inesorabile fluire del tempo avvolge questo mondo dimenticato trasfigurandone la sua natura di semplice necropoli ed eleggendolo a capoluogo di anime capaci di assumere nuovi ed autonomi significati.
Sospesi in questo spazio senza tempo, centinaia di corpi marmorei costruiti ad arte a rappresentare vite spezzate, abitano questi spazi bui e deserti evolvendosi e trasformandosi da oggetto in soggetto.
Cosa resta di un sepolcro quando in vita non rimane più nessuno a piangere quella perdita, mancando così la ragione capace di significarne la stessa presenza?
Rispondere a questa domanda è il ruolo di questa ricerca con la quale ho voluto testimoniare l'inusuale viaggio che un visitatore di Staglieno compie camminando per quegli infiniti corridoi tappezzati di lapidi e di opere d'arte eccezionali, tanto “umane” per fattezze e posa da prendere vita ed impadronirsi, esse stesse, delle identità impresse sulla pietra per mezzo di quelle scritte ormai consunte.
Mancando la fotografia del defunto, infatti, la sua stessa rappresentazione tridimensionale si sostituisce inconsapevolmente e definitivamente ad esso nella mente del visitatore. Essa stessa prende a vivere in mezzo a quella miriade di corpi simili e dotati, ora, della sua medesima vita.
Caractéristiques et détails
- Catégorie principale: Photographie artistique
-
Format choisi: Portrait standard, 20×25 cm
# de pages: 64 -
ISBN
- Couverture souple: 9781364248666
- Date de publication: mars 13, 2016
- Langue Italian
- Mots-clés Fotografia, genova, staglieno, ricerca, reportage, bianco e nero
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